Lo stato di salute della lingua italiana nel mondo

Una volta era il francese. Oggi l’inglese, specialmente nella sua versione nordamericana, ha assunto la leadership delle lingue più conosciute al mondo. Un primato insidiato dallo spagnolo, non solo per la cospicua presenza di ispano-americani negli Stati Uniti, ma anche per la forte ripresa dell’America Latina dopo gli anni della recessione.
Nella graduatoria delle lingue più diffuse l’italiano non ha mai goduto di posizioni privilegiate. Quel poco di diffusione di cui gode su scala mondiale, la lingua di Dante la deve soprattutto alle migrazioni del Novecento e agli ex territori italiani che, dopo le varie spartizioni post belliche, stati annessi ad altre nazioni.
Ai giorni nostri risulta che l’italiano sia parlato da 61,7 milioni di persone in 34 paesi, ma di questi ben 55 milioni sono residenti in Italia. La nostra lingua, inoltre, si posiziona al 19esimo posto tra gli idiomi parlati come prima lingua, mentre è tra le prime cinque lingue studiate dagli stranieri. Insomma: inglese, spagnolo, tedesco e francese ancora sono un passo avanti.
L’italiano è lingua ufficiale in Italia, San Marino e Città del Vaticano. E’ una delle ventitré lingue ufficiali dell’Unione Europea. E’ la seconda lingua ufficiale in Slovenia, dove è parlato nei comuni di Capodistria, Isola d’Istria e Pirano. Stesso discorso in Croazia, in particolare nella Regione Istriana. Anche in Svizzera è lingua nazionale, come dice la costituzione, insieme al tedesco, il francese ed il romancio. Nella Confederazione Elvetica l’italiano è la prima lingua solo del Canton Ticino, mentre arranca negli altri cantoni. Anche se in alcune zone di madrelingua tedesca come Basilea e Zurigo è il secondo idioma più parlato, grazie anche alla massiccia presenza delle comunità degli immigrati italiani.
Ci sono poi nazioni in cui l’italiano è stato in passato lingua ufficiale, ma se n’è comunque mantenuto l’uso, ad esempio Malta dove fino al 1934 era lingua ufficiale ed oggi è utilizzato soprattutto a scopo turistico e commerciale. Stessa cosa nelle ex colonie come Etiopia, Eritrea e Somalia, paesi nei quali se ne fa ancora uso amministrativo. In Libia, dove era lingua ufficiale fino al 1943, ora si usa solo a scopo commerciale. Esistono isole linguistiche in Francia, come Nizza e la Corsica, di madrelingua italiana anche se quando vennero cedute ai francesi la nostra Unità nazionale non era ancora stata compiuta.
Come dicevamo prima, le migrazioni hanno avuto un ruolo determinante. Sia in entrata che in uscita. In Argentina il 50 per cento della popolazione è di origine italiana ed ha mantenuto la conoscenza della lingua. Più bassa, ma comunque cospicua, la percentuale in Australia, Belgio, Brasile, Stati Uniti, Canada e Uruguay. Mentre in alcuni paesi della penisola balcanica dai quali negli decenni scorsi si è registrato un forte flusso migratorio verso lo Stivale, l’italiano è la lingua straniera più conosciuta e studiata nelle scuole. E’ il caso di Albania, Macedonia e Montenegro.

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Pubblicato in Aryavarta News
Un commento su “Lo stato di salute della lingua italiana nel mondo
  1. marcovalerio marletta scrive:

    Se consideriamo che, di quei 55 mln di italiani che lo parlano, un buon 90% non è in grado di scriverlo correttamente e ne mis-conosce le regole, l’italiano è praticamente in fin di vita.

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