La crisi morde e gli italiani tornano emigranti

Poco lavoro, quello che c’è molte volte è precario e mal retribuito. Tassazione alle stelle, costo della vita proibitivo ed assenza di prospettive. L’Italia di oggi offre davvero poco, anzi, quasi niente, alle nuove generazioni. Il Belpaese è stritolato nella morsa di una recessione dalla quale non sembra esserci via d’uscita. Ma come reagiscono gli italiani, giovani e meno giovani? C’è chi va in piazza a protestare, chi fa i salti mortali per andare avanti con gli ammortizzatori sociali, chi – purtroppo – si toglie la vita, chi vota Grillo e chi minaccia rivolte di piazza. E poi c’è chi, decidendo di andarsi a costruire un futuro altrove, fa le valigie e va all’estero.
E sì perché, anche se se ne parla ancora poco, per effetto della crisi economica e sociale, quello italiano sta tornando ad essere un popolo di migranti. Proprio come accadeva a cavallo tra l’ottocento ed il novecento. Nel 2012, infatti, l’emigrazione italiana è cresciuta del 30 per cento rispetto all’anno precedente. Un vero e proprio boom, un’autentica fuga dall’Italia.
Se nel 2011 ben 60.635 persone hanno lasciato la penisola, nel 2012 ne sono partite altri 78.941. Di questi il 56 per cento sono uomini, il 44 per cento donne. La fascia d’età tra i 20 ed i 40 anni rappresenta il 44,8 per cento totale del flusso d’espatrio. A rivelarlo è uno studio condotto dall’Aire, l’anagrafe della popolazione italiana residente all’estero.
La regione che maggiormente si è svuotata è la Lombardia con 13.156 espatri, seguita dal Veneto (7456) e dalla Sicilia (7003). Quinto il Lazio con 5952 partenze, sesta la Campania che è stata salutata 5240 persone. Rispettivamente ottava e nona la Calabria (4813) e la Puglia (3978). Insomma la nuova ondata di migrazioni colpisce più il ricco e produttivo nord che le regioni del Mezzogiorno, a testimonianza di come la crisi economica abbia mescolato le carte e stravolto le certezze di una volta. In parole povere, quello che era vero fino a tre anni fa, oggi non lo è più.
Ma dove vanno tutti questi nostri connazionali? Il 62,4 per cento (sempre secondo le rilevazioni dell’Aire) sceglie un paese europeo come destinazione. In testa c’è la Germania, dove nel 2012 sono approdati 10mila e 500 italiani, seguita dalla Svizzera che ha registrato l’arrivo di poco meno di 9mila persone. All’ultimo gradino del podio la Gran Bretagna dove sono approdati 7mila e 500 italiani. Rispetto ai flussi migratori della prima metà del secolo scorso, perdono posizioni Stati Uniti e Belgio, un tempo tra le mete preferite dei nostri avi, oggi scivolate rispettivamente in sesta e nona posizione. Sono, infatti, più gli italiani che si sono trasferiti in Argentina (6404) rispetto a quelli approdati negli States (5210). Nonostante la crisi, la Francia è stata la meta di 7024 italiani, 4506 sono andati in Brasile. Sono ancora in pochi (1683) quelli che scelgono di andare in Australia, sebbene il paese dei canguri stia attraversando un periodo di prosperità sotto il profilo economico e della qualità della vita.
Ma cosa cercano gli italiani, fuggendo dall’Italia? Un lavoro che permetta di condurre una vita dignitosa e, soprattutto, che consenta di avere una pensione per la vecchiaia. Prospettiva che oggi, nel nostro paese, svanisce giorno dopo giorno. Ad affascinare è anche la facilità d’accesso al mondo del lavoro, fenomeno che nella Penisola è sempre stato franato da clientelismo e raccomandazioni, che per troppi decenni sono state le principali credenziali per trovare un impiego. Piace anche la meritocrazia, termine scomputato dal nostro dizionario. In molti dei paesi sopracitati, talento e impegno sono sempre stati premiati, permettendo a Germania, Svizzera, Australia ed altre nazioni di essere tra le più competitivi al mondo e di non rimanere schiacciate dalla recessione.
Piacciono inoltre il welfare efficiente, che permette di non scivolare nell’indigenza in caso di perdita del lavoro, la qualità dei servizi elevata e l’ottimo livello dell’istruzione pubblica.

Taggato con: , , , , , , , , , , , , , , , ,
Pubblicato in Aryavarta News

Iscrizione al Blog via Email

Inserite il vostro indirizzo email per iscrivervi a questo blog e ricevere notifiche di nuovi post per email.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: