Esteban Morales, un giramondo di talento

Esteban Morales, musicista dal talento precoce. Da pochi mesi hai compiuto 22 anni eppure la tua carriera artistica è già molto lunga. Un talento, il tuo, che ha iniziato a palesarsi quando eri ancora bambino. Quando hai scoperto la tua vocazione per la musica?

La mia vocazione per la musica l’ho scoperta a 17 anni, quando in Venezuela ho formato una band con un gruppo di amici, ed abbiamo iniziato a creare i nostri primi brani. Da lì, ogni volta che mi esibivo davanti ad un pubblico, ho iniziato a sentire tanta adrenalina dentro di me. Sentire l’entusiasmo del pubblico alimentava la mia passione per questo mondo, che per me significa tanto.

Nato in Venezuela, da padre originario del Nicaragua e madre italiana. Sei cresciuto un po’ in Italia, un po’ nell’America Latina, fino a quando hai deciso di stabilirti nel nostro paese. Ci racconti la tua storia?

Tutto iniziò nel 2003, quando mia madre decise di venire in Italia per crearsi una nuova vita. Siccome avevo tutte e due le nazionalità, sia quella venezuelana che quella italiana, l’unica nazione dove potevamo entrare senza problemi ed iniziare una nuova vita era l’Italia. In questo paese trascorrevo le vacanze estive da bambino, per questo l’ho sempre amato. Ci stabilimmo ad Annone Veneto, in provincia di Venezia. Lì frequentai la seconda e la terza media, dopodiché dovemmo rientrare in Venezuela per motivi familiari. Sinceramente volevo rimanere qui, in Italia, però avevo solo 15 anni e non mi sentivo sufficientemente maturo per prendere una decisione tanto importante. Tornai, così, in Venezuela, finii il liceo ed iniziai a studiare Ingegneria Civile presso l’università di “Jose Antonio Paez”, a Valencia; Dopo 2 anni di università la voglia di tornare in Italia era ancora grande e così decisi di preparare i documenti necessari per il trasferimento. Dal luglio del 2011 mi sono stabilito in Italia, dove sto proseguendo gli studi d’Ingegneria civile presso l’università La Sapienza di Roma.

Aver viaggiato, conosciuto più culture, essere cresciuto abbracciando mondi diversi, quanto ha formato la tua sensibilità artistica?

Tantissimo. Viaggiare, spostarsi da un paese ad un altro, vedere stagioni diverse – visto che nel mio paese natale solo abbiamo due stagioni a differenza dell’Italia – conoscere culture e religioni diverse, sembrano piccoli dettagli, ma mi hanno fatto crescere molto, donandomi una sensibilità creativa che esprimo nell’arte che amo di più: la musica. Dopo aver conosciuto più zone del mondo, ora la musica non la vedo più come un hobby o qualcosa che mi faccia solo divertire, ma come una passione esclusiva, per la quale sono disposto a sacrificare tutto pur di non rimanerne senza.

Qual è il genere musicale nel quale ti esprimi meglio? Sicuramente, come tutti, avrai dei punti di riferimento, dei modelli, degli artisti che sanno ispirare la tua creatività?

Il mio genere musicale preferito è il Pop, e diciamo che posso estenderlo a Pop-rock, visto che mi piace sia cantare che ballare sul palco, e quindi coinvolgere tutto me stesso in un unico ruolo interpretativo. Come punto di riferimento ne ho uno, ma prima di dire chi è, voglio spiegare perché m’ispiro a lui. Conoscendo questa persona fin da piccolo ne conosco la preparazione, la passione, il modo di esprimersi. Ho sempre notato con meraviglia con quanto impegno si è dedicato all’arte. Si chiama Chayanne. Però ho tanti altri modelli, visto che mi piace un po’ di tutto, amando la musica in tutti i suoi generi, dai Beatles a Michael Bublé.

In questa prima parte di 2013 ti stai dedicando alla composizione di nuove canzoni, che ancora non hai inciso. Nel frattempo sei approdato anche su internet. Quello che è in cantiere, pare chiaro, è un segreto. Qualche anticipazione, tuttavia, puoi darcela?

In cantiere ci sono tanti progetti. Il mio pezzo forte è cantare in spagnolo, però, visto che sono in Italia, mi piacerebbe iniziare un percorso artistico in lingua italiana. In questo momento sto disputando le fasi eliminatorie di alcuni Festival canori nazionali della musica italiana; nel frattempo sto lavorando, insieme al mio editore Giovanni Valle, a progetti di qualità. Per esempio è in lavorazione il mio primo video promozionale, girato a Roma. Questo, al momento, è quanto posso dirvi. Anzi, un’altra anticipazione ve la posso dare: “Non mollerò mai”.

Sei giovane, molto giovane. Tutti dicono un gran bene te. Quali sono i tuoi progetti, le tue ambizioni. Dove credi di poter arrivare con la musica?

A volte è difficile portare avanti due impegni allo stesso tempo. Per me, che studio Ingegneria Civile, non è per niente facile riuscire a focalizzare cos’è più importante. Fino ad adesso mi sono gestito ragionando con la testa e non con il cuore, altrimenti avrei già smesso da tanto tempo di studiare. Diventare un bravo ingegnere è tra le mie ambizioni, ma se dovesse presentarsi un’opportunità importante nel campo musicale, non ci penserei troppo e cercherei di sfruttarla. La vita è una sola e va vissuta in modo tale che ci renda felici.

Sappiamo che sei stato anche uno studente modello. Nel tuo percorso scolastico hai frequentato sia le scuole italiane che quelle sudamericane. Ora studi Ingegneria a Roma. Insomma, il figlio che ogni mamma vorrebbe…

Beh non esageriamo. Più che uno studente modello, mi ritengo una persona normale, con ambizioni e sogni come tutti. Dico grazie a Dio per avermi dato il dono di riuscire a studiare in due lingue diverse senza troppe difficoltà. Questo mi sta aiutando a raggiungere i miei obiettivi.

Sei anche un grande appassionato di sport. Da piccolo li hai praticati un po’ tutti: di squadra, individuali, di combattimento. Quanto ti è servito essere stato uno sportivo nella tua formazione artistica?

Praticare tanti sport fin da piccolo mi ha aiutato e mi aiuta tutt’ora. Ogni sport ha le proprie caratteristiche, ma richiedono dei sacrifici diversi per poterli svolgere al meglio, proprio come per qualsiasi altra cosa nella vita. Per esempio il calcio mi ha aiutato a saper lavorare in gruppo, ad essere preciso con gli orari, disciplinato; Lo sci mi ha insegnato a non avere paura ad ogni ostacolo che incontro nella vita, ad essere determinato, preciso e dare il massimo in ogni discesa. Anche il tennis mi ha insegnato ad essere preciso ad ogni colpo, a capire che devo aspettare il momento giusto per contrattaccare, usando sempre la giusta dose di tranquillità e fermezza.

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Pubblicato in Aryavarta News, Interview Magazine

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