L’astrologia cosa è?

©Photo. R.M.N. / R.-G. OjŽdadi Domenico Ricciotti
Le persone più razionali considerano gli oroscopi alla stregua di semplici giochi. Altro è il giudizio sul significato che l’astrologia ha avuto nel corso della storia umana.
Occorre, quindi, porsi tutta una serie di domande, affinché si possa comprendere il significato dell’astrologia, espressa nel corso dei secoli dalla civiltà umana, e si possa così differenziarla da quell’esercizio ludico, senza alcun riscontro oggettivo, che è la cosiddetta astrologia predittiva o divinatoria.
Allora, sui giornali si pubblicano, così come in televisione, gli oroscopi? Semplice, il giornale è un pezzo di carta nel quale ciascun lettore vuole trovare quelle informazioni o notizie che gli interessano, quindi, molti, più di quanti hanno voglia di confessarlo, vogliono leggere un oroscopo. Lo stesso accade per le trasmissioni televisive. Ma è anche obbligo, di chi scrive e pubblica, fornire al lettore tutte quelle avvertenze, affinché la lettura sia, in un certo modo, ragionata: al fianco delle notizie si debbono offrire quegli strumenti interpretativi, affinché si possa, senza danni, leggere in maniera critica, facendosi una propria opinione, e poi decidere liberamente se credere o non credere.
Quindi, torniamo alla domanda iniziale, l’astrologia cosa è?
Da un punto di vista razionale ci si chiede in quale modo stelle, che distano tra loro milioni di anni luce ed hanno diverse distanze siderali con la Terra, possano influenzare la vita e il carattere degli uomini. Penso, quindi, alle costellazioni che alla nascita dettano il segno zodiacale.
Questo, infatti, è un simbolo, un archetipo, un “fenotipo” non fisico che rappresenta alcune caratteristiche dei vari caratteri e temperamenti umani che, nel loro insieme, spiegano il complesso del genere umano. Dodici segni, dodici tipi, con tutta una serie di sottotipi dettati dagli ascendenti. Ed in questo modo ognuno, tra segno e ascendente, riesce più o meno a riconoscersi nelle caratteristiche del proprio segno.
Attenzione, tutto questo può avvenire solamente conoscendo il proprio tema natale, ovvero la cosiddetta mappa astrale al momento della nascita. Il tema astrale della nascita è la fotografia del cielo al momento della nascita in quel determinato luogo della terra. Sempre tenendo presente tutta una serie di variabili, a cominciare dal luogo di nascita, l’ora, l’eventuale ora legale, e tante altre. Così alla fine si dovrebbe avere la descrizione delle caratteristiche del soggetto. Io però ho un esempio personalissimo e, conseguentemente, una domanda. Sono nato a Roma in un determinato giorno e luogo preciso, ma in quello stesso giorno e nella stessa ora e nel medesimo luogo (le sale parto erano due) è nato un mio amico d’infanzia. L’astrologia ci dice che saremmo dovuti essere, per segno e ascendente, praticamente uguali. Invece, se vi erano due tipi effettivamente diversi quelli eravamo noi due. Fummo amici per via della nascita, del quartiere e della scuola. Terminata la quale le nostre strade si divaricarono definitivamente. Allora, perché, pur avendo tutto in comune, tranne la famiglia di provenienza, benché simile, eravamo così profondamente diversi? Che spiegazione danno gli astrologi a questa diversità di risultanze, partendo da basi uguali?
A questa contestazione gli astrologi cosa dicono? Nulla! Infatti, in questo caso, come in tutti i casi, vale la frase di san Tommaso d’Aquino, riportata in ogni testo sull’astrologia (anche su internet), che dice: “Astra inclinant, non necessitant” [gli astri influenzano, non costringono]. E allora se, in generale, la spiegazione astrologica della molteplicità dei caratteri umani serve a comprendere la diversità tra uomo e uomo, nello specifico del singolo caso, l’astrologia non è esaustiva ne descrittiva: infatti, in ogni uomo è presente una componente sentimentale o razionale più o meno forte, una timidezza o una sicurezza modulata secondo quanto descritto nel segno. Non esistono, ne possono esistere caratteri e temperamenti uguali, per gli uomini o donne nati nelle stesso segno ed aventi lo stesso ascendente.
Ogni uomo, diceva un vecchio adagio, è un’isola. Pur essendo messo in condizioni uguali, ogni uomo risponde in modi differenti. Si può anche partire dallo studio delle stelle, ma è necessario che ogni uomo indaghi dentro se stesso. La filosofia greca, che sicuramente era influenzata dalla religione, basata sulla divinazione, aveva però una risposta secca e molto precisa: conosci te stesso. Il centro di tutto non è il cielo, ma l’uomo, sempre però in rapporto con il cielo. E questi non è che un riflesso, in termini minimi, dello stesso universo: l’uomo è il microcosmo e l’universo è il macrocosmo. La stessa scienza ci insegna che l’infinitamente piccolo è simile all’infinitamente grande. E l’uomo, che è un nulla nell’universo, se si prendono in considerazione gli atomi e le particelle subatomiche, racchiude in se una immagine in scala dello universo stesso.
Per questo motivo, quando l’uomo sogna, quando l’uomo pensa a qualcosa o al suo futuro si dice che desidera. E desiderio è un termine che spiega tutto. Desiderio è una parola che deriva dal latino “de sidera”, ovvero “riguardo alle stelle”. Il sogno è desiderio, è stella, è luce, è prefigurazione del divino che, però deve essere compreso, capito e collocato nel giusto contesto, nella giusta ottica.
Ma l’uomo è capace di comprendere il divino e conoscere il proprio futuro? E’ in condizione di “divinare”, ovvero di predire il futuro? E il futuro è già scritto?

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Pubblicato in AlchemicA

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